OLEOLITI…Colori, Forme e Messaggi

a sinistra Calendula officinalis; sopra Elichrysum italicum; sotto Hiperycum perforatum

Come ogni estate mi accingo a preparare gli oleoliti da pianta fresca. Quest’anno ho raccolto l’Iperico, la Calendula, l’Elicriso; dopo averli messi a macerare in olio ed esposti al Sole nascente per un certo periodo, incomincio a filtrare il tutto.

Questa antica tradizione ed usanza rappresenta un’alchimia tra l’Uomo, la Natura e le Forze Cosmiche per dar vita a rimedi naturali capaci di alleviare e curare tante affezioni a livello dermatologico, circolatorio, muscolare.

Guardando e toccando i fiori strizzati e così generosi, ormai privi delle forze vitali donate all’olio, non posso che restare affascinata, grata, stupita e riconoscente di ciò che ho davanti. E mi è sorta all’improvviso una riflessione sui colori e la consistenza dei fiori, in rapporto all’azione terapeutica che svolgono e alla diversa modalità che ognuno ha di agire…

da sinistra: fiori di Calendula, Elicriso, Iperico dopo la filtrazione

Calendula…colpisce la conservazione della tonalità calda arancione e i fiori tra le mani mantengono, subito dopo la spremitura la leggerezza e la delicatezza che le appartiene; a distanza di qualche giorno gli stessi fiori asciugati anche da quel poco di olio rimasto “grattano” tra le mani, i petali separati sono secchi e fruscianti… La calendula è portatrice sensibile di guarigione e sollievo per ogni problema di pelle e tessuti sottostanti (eczemi, psoriasi, ulcere, eritemi e couperose), ottima per i bambini e le mamme in allattamento. Aiuta inoltre a mantenere belle e “leggere” le gambe favorendo la circolazione e svolgendo azione preventiva sulla permeabilità capillare sanguigna.

Elicriso…helios (sole) e chrysos (oro)… ogni capolino di colore giallo brillante richiama il sole suo pressochè totale nutrimento, essendo pianta frugale e adatta a terreni aridi. È detto l’ “immortale” perchè i fiori secchi restano a lungo dorati e belli. Nell’oleolito i fiori rilasciano anche il loro colore che insieme al grigio della parte erbosa fa virare l’olio al verde: restano questi piccoli e simpatici capolini bianchi così belli da toccare: sono asciutti, secchi e mi danno la sensazione di qualcosa di integro : il fiore mantiene la forma senza annullarsi nel veicolo oleoso e questo può richiamare alla sua grande azione sui traumi, ematomi, congestioni… riporta alla giusta forma, al ricompattare le parti e ripristinare le condizioni fisiologiche. È inoltre un ottimo rimedio per la pelle: ottimo riparatore per cicatrici, screpolature, couperose, psoariasi, eczemi. Contribuisce ad alleviare, inoltre, disturbi circolatori che interessano vene varicose, flebiti ed emorroidi.

Fiori di Iperico da poco raccolti e messi in macerazione oleosa

lperico…Erba di San Giovanni. Per tradizione il 24 giugno viene effettuata la raccolta delle sue sommità fiorite…personalmente seguo anche la mia vocina interiore e vado a caccia di iperico quando “sento” sia il momento; dico a caccia perchè cresce ogni anno anche in luoghi diversi e nuovi.
E’ considerata un’erba magica da secoli con azione protettiva.

oleolito di Iperico e i fiori spremuti

Colpisce e stupisce la trasformazione cromatica dell’olio, così veloce e potente: il rosso intenso e carico dell’oleolito nasce dalla degradazione dell’ipericina contenuta nella pianta fresca, la stessa che tinge di viola le mani quando si raccolgono i fiori. A fine macerazione e dopo la spremitura non riconosci più i fiori dalla parte fogliare ed erbosa che accompagna le sommità fiorite…è tutto bruno, scuro, con qualche tratto dorato a richiamare la presenza solare così forte anche in questa pianta; il giallo luminoso e fresco è donato totalmente all’olio. L’unità di colore mi porta all’azione cicatrizzante e rigenerativa a livello cellulare, richiama alla sua azione di ripristino unitario del tessuto: ustioni, scottature, ragadi, ferite. I fiori bruni mantengono anche una buona parte oleosa dopo la spremitura, a differenza della calendula e dell’elicriso: il nutrimento e la forza di questo rimedio è potente. Il rosso per affinità richiama le infiammazioni e il calore, ed è a questo livello che agisce come antinfiammatorio sia a livello dermatologico che dell’apparato muscolo-articolare, rinfrescando la parte.

Stimolare e alimentare l’apertura all’ascolto del vivente è un viaggio ricco, curioso, imprevedibile, fascinoso…la Natura parla e noi siamo suoi figli. Amo accompaganre chi lo desidera in questo cammino anche attraverso degli incontri a tema.

Grazie…Namastè…Gassho